Prevenire lo "stress da tecnologia" è un nostro dovere essenziale, ma il primo importante passo per poter mettere in atto questo obiettivo, è quello di CONOSCERE ciò che abbiamo in mano.
La tecnologia, di per sè, non è una cosa negativa o stressante; lo diventa nel momento in cui noi ci abbandoniamo "tra le braccia", si fa per dire, del mezzo che abbiamo a disposizione sia questo computer, cellulare o televisore, quest'ultimo tra l'altro condiziona ancora di più, in quanto mezzo di (dis)informazione passivo.
Io ho vissuto per otto anni il problema della netdipendenza, in modo anche abbastanza pesante soprattutto per chi è stato accanto a me nel breve o lungo periodo, e ora ne sto uscendo a testa alta grazie a degli eventi e degli affetti che si sono susseguiti negli ultimi mesi e avendo vissuto questa pesante esperienza, posso arrivare a una conclusione: è pressoché inutile "eliminare il problema", quindi dire "prendo mio figlio/marito/fidanzato e gli sequestro il pc o lo porto in una zona tecnodisabilitata" così su due piedi, oppure dare la colpa "alla società", "ai ritmi"...
La colpa è principalmente nostra, se ci tecnostressiamo.
Il fatto è che, come dicevo prima, noi oramai ci lasciamo praticamente cadere "tra le braccia rassicuranti", ammesso che ce ne fossero, di qualsivoglia mezzo tecnologico; il meccanismo che innesca la schiavitù dalla tecnologia, è la grande PIGRIZIA MENTALE che contraddistingue l'uomo. "tanto c'è qualcuno che me lo fa, tanto c'è il computer che fa quello che dovrei fare io"; e, piaccia o no, senza far troppi giri di parole, il cervello va incontro a scompensi. Come se stessimo a battere il piede sempre sullo stesso punto muovendo la gamba avanti indietro per ore, si finirebbe ad avere un arto dolorante. Il cervello è la stessa cosa, è un muscolo e va usato come si deve.
Per fare un esempio e farmi capire, "ai miei tempi" (mi pare di esser vecchia ma son solo dell'80!) non esisteva l'idea che i genitori la mattina a scuola -dalle elementari alle superiori- telefonassero al figlio per sapere come stava, se era in classe, se stava male, ecc. E sì che, all'epoca della scuola, con la disabilità che ho io (non vedente dalla nascita) sarebbe stato assolutamente un legittimo diritto dei miei, poter avere un contatto diretto con la scuola e specie con me per poter capire se avevo bisogno di questo o di quello. Ma, a parte che i miei per quanto siano apprensivi non lo erano sotto questo profilo, io ho avuto il primo cellulare dopo l'esame di maturità nel 99. E sono sopravvissuta io, e i miei anche, talvolta è accaduto che per non aver nessuno che potesse venirmi a prendere, sono stata in sala insegnanti con la febbre fino alla fine della mattinata. Ho usato le schede telefoniche da 10 mila lire ho fatto la coda nelle cabine telefoniche della scuola, come tutti, eppure sono sopravvissuta... ora pare che se un ragazzino di 16-17 anni non ha il cellulare, debba morire da un momento all'altro. Poi, ovviamente, c'hanno i cellulari di ultima generazione che costano una cifra però più che telefonare o mandare messaggini non sono in grado di fare. Messaggini che tra l'altro sono scritti in una lingua incomprensibile, che il codice fiscale è un'opera letteraria, a confronto.
E allora, la contro-reazione qual è...sempre quella di dire "gli sequestro il cellulare" o "gli farebbe bene una vacanzetta in un eremo".
Ebbene, non è così o almeno non sempre.
La mia esperienza di persona disabile, mi rende in qualche modo "dipendente" dall'uso della tecnologia, nel senso che per me avere un computer e un telefonino è assolutamente fondamentale perché mi risolve problemi oggettivi quali la possibilità di informarmi(tramite i giornali), ma anche semplicemente di leggere un libro, trasferito dal formato cartaceo all'elettronico oppure audio MP3 ma soprattutto mi consente di fare operazioni quali il controllo del mio conto corrente, pagamento delle utenze, anche eventualmente acquisti di vario genere più o meno importanti per la vita quotidiana. Cosa che un vedente direbbe "prendo vado in banca e pago", per me i negozi on line sono fondamentali perché mi consentono di risparmiare tempo, e soprattutto soldi, nel senso che acquisto e mi arrivano le cose direttamente a domicilio e non sono costretta a pagare qualcuno che mi possa fare la spesa.
Purtroppo, quello che fa danni, non è la tecnologia in quanto tale ma è la scarsa conoscenza della stessa, che hanno molti disabili e anche non. Non bisogna partire dicendo "un disabile comunque è schiavo del computer non ci si può far niente", "togliergli il computer significa togliergli l'autonomia"...
Il fatto è che se tu non conosci la macchina che hai in mano e fai le cose senza ragionarci su, diventi uno schiavo. La tecnologia, va ottimizzata sempre e comunque
Parlando sempre del cellulare:
il problema è che a tenerlo acceso ci bombardano di telefonate e sms?
Benissimo... sul mercato ci sono numerosi programmi, a prezzo più o meno elevato, che consentono proprio questo: bloccare sms e chiamate che non si desiderano (io uso MCleaner con il nokia n95).
Sono in ferie, il cell mi rompe le scatole... benissimo: chi è che mi rompe? quelli di lavoro, e allora io che faccio? una bellissima regola sul mio MCleaner. Se il 1 agosto vado in ferie, dall'1 agosto a quando finisco il periodo di vacanza, imposterò il firewall che il gruppo "colleghi di lavoro" non mi dia il tormento né con chiamate né con sms...il firewall di solito tiene traccia delle chiamate/sms rifiutati, perciò quando torno mi so regolare.
posso decidere, tramite questi software, che cosa voglio che venga fatto del mio apparecchio, non esiste che una macchina una volta accesa debba schiavizzarmi e l'unico modo per liberarmi della schiavitù, è liberarmi della macchina.
Sono io che ho la padronanza della macchina in questione, sono io a dirle che cosa voglio che lei faccia e cosa no
Perciò io sono perfettamente consapevole di potermi disattivare quando e come voglio le chiamate e sms in ricezione, e da chi. Voglio usarmi il cellulare come radio o come lettore mp3 o per leggermi un giornale, lo faccio. Poi lo spengo, poi lo riaccendo se occorre, se no al diavolo.
Credo che tutta questa volontà da parte delle aziende, di rendere computer e cellulari usabili anche senza leggersi un minimo minimo di documentazione, abbia dato una grande mano a netdipendenza e tecnostress vario
bisognerebbe iniziare di nuovo a far sì che queste macchine potessero capitare in mano solo a chi sa usarle.
Io sono una grande appassionata di Internet e della tecnologia, ci lavoro anche in mezzo, a maggior ragione voglio lottare per un uso più corretto e umano degli strumenti che ci vengono messi a disposizione.
Ciao
P.S.: riguardo alle "vacanze senza tecnologia", bisogna che ci siano delle attività che davvero coinvolgono le persone.
Io sono stata in ferie una settimana, Enzo lo sa, e sinceramente stavo sempre o quasi con gli sms (anche se piacevoli) e facebook, non perché volessi schiavizzarmi, ma perché la compagnia e il meteo non hanno giocato a favore della vacanza
io so che se il tempo fa skifo e sono in una vacanza senza aver dietro il cell, passerei praticamente a dormire 24 ore!