Prevenzione tecnostress in azienda e sovraccarico informativo. Partecipa ai nostri eventi di sport e benessere.
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Il 1° raduno nazionale dei "runners for tecnostress" si svolgerà a nord di Roma. Presto on line tutte le novità!![]()





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• Sul portale Campano Filcams Cgil ha segnalato la nostra iniziativa ai lavoratori del terziario avanzato.![]()

L’obiettivo della manifestazione, organizzata in collaborazione con l’Associazione nazionale formatori sicurezza (Anfos) e Lulu Italia, è sensibilizzare i lavoratori digitali a godersi davvero le vacanze e difendere la propria salute.Post aggiunto da Elena Brescacin il 7 Novembre 2009 alle 23:44
da Enzo Di Frenna Aggiunto 29 Ottobre 2008 a 15:06
da Enzo Di Frenna Aggiunto 23 Ottobre 2008 a 15:01
da Enzo Di Frenna Aggiunto 31 Luglio 2008 a 13:09
da Enzo Di Frenna Aggiunto 30 Luglio 2008 a 17:21
da Enzo Di Frenna Aggiunto 23 Luglio 2008 a 21:23
da Enzo Di Frenna Aggiunto 14 Giugno 2008 a 1:29 2 Commenti
Da gennaio 2009 il libro "Tecnostress in azienda" è in vendita sul sito leader di print on demand Lulu.com a questo indirizzo al prezzo di euro 15.00 (2° edizione aggiornata).
ciao, ieri ho fatto le 5 del mattino per guardare su internet video di danza afro-brasiliana. La danza é la mia passione e il mio lavoro quindi quando vado su you tube mi incanto con tutto il mater...
Iniziata da Nicla Jane. Ultima risposta di Archimede pitagorico 21 Ago.
Prevenire lo "stress da tecnologia" è un nostro dovere essenziale, ma il primo importante passo per poter mettere in atto questo obiettivo, è quello di CONOSCERE ciò che abbiamo in mano. La tecnolo...
Iniziata da Elena Brescacin 8 Giu.
Spesso sento amici che vorrebbero andarsene via. La città, il lavoro, i ritmi intensi, gli impegni, il computer, le e mail, le telefonate, e negli ultimi tempi anche le difficoltà economiche di una...
Iniziata da Enzo Di Frenna. Ultima risposta di Enzo Di Frenna 10 Mar.
Perchè si dice che "CHI SI FERMA E' PERDUTO?" Chi si ferma, comincia ad ascoltarsi, ed è per questo che è perduto. Ma la domanda che nasce spontanea è: PERDUTO PER CHI? Se cominci ad ascoltarti,...
Taggata: dio, perduto, conoscenza, conoscerti, Respiro
Iniziata da Paolo Cericola 27 Gen.
L'inventore di Zelig, il comico Claudio Bisio, sostiene che la tecnologia a volte è troppa e rischia di rubarci il nostro tempo. Sul suo blog (claudiobisio.it) ha segnalato la nostra iniziativa "One Minute Run for Tecnostress!, la stracittadina più breve del mondo (dura 1 minuto!) che si tiene annualmente.![]()
NUOVE RICERCHE - Dopo lo studio di Broad bisogna aspettare dodici anni per una nuova pubblicazione di particolare interesse sul tecnostress. Nel 1996 il professor Richard A. Hudiburg del Dipartimento di Psicologia dell’Università del Nord Alabama (Usa) presenta a New York la ricerca “Assessing and Managing Technostress” (Valutazione e gestione del Tecnostress), incentrata sul rapporto tra stress, nuove tecnologie e l’attività del bibliotecario. Negli Stati Uniti, infatti, sono spesso le grandi biblioteche ad avvicinare un gran numero di utenti e studenti alle tecnologie digitali più avanzate e per questo sono state tra le prime strutture a studiare le metodologie per ridurre al minimo lo stress “informatico”, ad esempio introducendo gradualmente i nuovi programmi destinati all’utente e offrendo un servizio diassistenza. Questa nuova ricerca fu infatti sponsorizzata dalla Association of College & Research Libraries. Dunque Hudiburg, dopo aver preso in considerazione il concetto di tecnostress di Craig Broad, analizza l’evoluzione dello stress nella società moderna (dobbiamo pensare che in America le tecnologie informatiche erano all’epoca molto utilizzate in ambito accademico e universitario), infine illustra i risultati della sua ricerca e spiega gli effetti sulla salute dell’uomo.
IL PRIMO TECNOSTRESSOMETRO - Hudiburg è stato anche il primo a formulare un “tecnostressometro”, ossia una scala di valori per misurare il proprio livello di stress rispetto all’utilizzo degli apparecchi digitali. Solo che l’elenco di tali apparecchi risulta ormai obsoleto, perchè molti non sono più utilizzati con frequenza (come il fax o il masterizzatore cd). Rispetto al futuro, il ricercatore americano sostiene che il tecnostress sarà un problema sempre più diffuso, una sorta di “ubriacatura di bit”, un alcolismo delle informazioni.
I GRANDI AUTORI - Sempre nel 1998 gli psicologi americani Larry Rosen e Michelle M. Weil pubblicano il libro “TechnoStress: Coping With Technology @Work @Home @Play” e il tema irrompe nel mondo del lavoro e delle aziende. Il settimanale Newsweek scrive: «In definitiva, affrontare il tecnostress è un imperativo commerciale. Il settore ha esaurito il numero di acquirenti disposti a tollerare prodotti complessi e alienanti...». Altri autorevoli media si interessano all’argomento: Fox News Channel definisce Rosen e Weil come “i maggiori esperti internazionali riconosciuti sul tema dell’impatto psicologico delle moderne tecnologie”. E ancora NBC News: «I due consulenti della California del sud, conferenzieri, ricercatori, esperti del volto umano della tecnologia, hanno creato il settore del Tecnostress...»
«Il tecnostress è certamente un serio problema per le aziende moderne, e spesso è sottovaluttato. Rappresenta un rischio d’impresa, poichè agisce sul livello di efficacia produttiva. Faccio un esempio collegato alla nostra attività: se un computer è sotto sforzo prolungato, c’è il rischio che il sistema si blocchi. Allo stesso modo, una persona che utilizza la tecnologia a ritmi serrati, in modo simultaneo e per molte ore al giorno, senza le necessarie pause e scelte di priorità, rischia un livello di stress tale che lo mette in condizioni di essere inefficace. La tecnologia di comunicazione mobile è tra l’altro la più rischiosa, se usata male. Ho visto collaboratori che, mentre sono impegnati in una riunione, guardano di continuo il blackberry per controllare le mail in arrivo. È evidente che ci sarà un calo della concentrazione. Noi in Microsoft siamo attenti a questa problematica: ad esempio abbiamo corsi di formazione per l’uso più consapevole della posta elettronica. E poi bisogna considerare altri tipi di conseguenze: un dipendente tecnostressato entra in uno stato di malessere fisico e psicologico, e magari torna a casa e litiga di continuo con la moglie, o con i figli, e nel lungo periodo la crisi si ripercuote anche nell’ambiente di lavoro. Noi diciamo che la giusta pausa è “produttiva”. In generale, credo che sia necessaria una formazione adeguata, una educazione all’uso proficuo delle tecnologie in ambiente di lavoro.»
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Run for tecnostress Network
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Aggiunto da Enzo Di Frenna
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