Run for tecnostress Network

Prevenzione tecnostress in azienda e sovraccarico informativo. Partecipa ai nostri eventi di sport e benessere.

Attività Recenti

philippe bodart ha aggiornato il proprio profilo
Gennaio 25
crissy lades ha aggiornato la foto del profilo
Gennaio 24
Andrea Galassi è ora membro di Run for tecnostress Network
10 dicembre 2009
Elena Brescacin ha aggiunto un post del blog
IAD Killer - un VIRUS che uccide la netdipendenza. http://www.iadkillervirus.org L'idea nasce dalla mia volontà di sconfiggere il mio problema di Internet Addiction Disorder, del quale ho preso consapevolezza nel marzo 2009 grazie ad una persona mol…
7 Novembre 2009
Roberto Corvaglia ha aggiunto un post del blog
L’ambulatorio dedicato all'Internet Addiction Disorder ha aperto i battenti oggi all'interno del day hospital psichiatrico del Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" di Roma. L'obiettivo è quello di curare la dipendenza patologica da internet,…
5 Novembre 2009
Luca G è ora membro di Run for tecnostress Network
30 Ottobre 2009
26 Settembre 2009
26 Settembre 2009
26 Settembre 2009
26 Settembre 2009
mirco bonello è ora membro di Run for tecnostress Network
26 Settembre 2009
Enzo Di Frenna ha aggiunto un evento
30 Agosto 2009 presso 23 a 13 Settembre 2009 presso 12
La manifestazione "No Tecnostress Days" arriva a Roma! Il Centro Yoga Jap, con la collaborazione della naturopata Anna Cuva (Balbir Kaur) e dell'Associazione Netdipendenza Onlus, ha organizzato due giornate dal titolo "Kundalini Yoga & co. ...prati…
25 Agosto 2009

Attività del Network



Sono persone che s'incontrano (fuori dalla Rete) per staccare la spina e svuotare la mente dal... tecnostress! Dopo giorni trascorsi in UFFICIO con pc, e mail, sms, telefonate e tecnologia varia, si danno un appuntamento all'aperto per passeggiare, respirare o correre, può essere un ottimo rimedio contro lo stress generato dall'uso di troppe info e tecnologia. Vuoi creare un Gruppo" run for tecnostress!" nella tua città?".

• il logo della "Run for tecnostress!" (in alto) è stato disegnato a titolo gratuito dall'artista Marcella Fusco.
..........................

Il 1° raduno nazionale dei "runners for tecnostress" si svolgerà a nord di Roma. Presto on line tutte le novità!



ESCURSIONI IN MONTAGNA



..................................

ROMA - L'ultima escursione si è tenuta sul Monte Soratte (Lazio). Una bella arrampicata tra i boschi, poi in vetta ci ha accolto un panorama eccezionale. Pranzo a sacco, meditazione di gruppo, silenzio. Perchè in alto si riflette sul senso delle cose...

(Gruppo Run for tecnostress ROMA )



WEEK END DI DANZA E PERCUSSIONI PER SCARICARE LE TENSIONI E RIPOSARE LA MENTE...

Nicla Jane Giorgi, vicepresidente di Netdipendenza Onlus, danzaterapeuta e ideatrice di Exprimitive, organizza periodicamente week end di danza tribale e movimento creativo per scaricare le tensioni accumulate col tecnostress e rilassare la mente.
INFO qui


GIORNATE DI MEDITAZIONE

Rilassare la mente e il corpo con la tecnica della meditazione, per ritrovare la calma, il silenzio, il benessere interiore.




Netdipendenza onlus propone alle aziende corsi di formazione per conoscere e prevenire il tecnostress in azienda e nei luoghi di lavoro. Il format è suddiviso in 3 aree di intervento:
tecnostress management
solution strategy
team building con percussioni e danza afro

> Mobility tecnostress management
In collaborazione con Muoversi srl Netdipendenza onlus ha ideato il primo format di “Mobility tecnostress management”: corso di formazione orientato a ridurre l’impatto dello stress tecnologico durante la mobilità aziendale.


I rappresentanti dei lavoratori hanno mostrato interesse per il Network "Run for tecnostress!". In definitiva, è sopratutto nel mondo dl lavoro che si vive il tecnostress. Siamo in contatto con alcuni rappresentanti sindacali di grandi aziende per invitare i loro iscritti alla micro-maratona "One Minute Run for tecnostress!". Un modo per sollevare il problema e favorire una maggiore consapevolezza nel mondo del lavoro e dell'impresa.

• Sul portale Campano Filcams Cgil ha segnalato la nostra iniziativa ai lavoratori del terziario avanzato.

IMB ITALIA
"Spett redazione netdipendenza, vi segnalo che come Rappresentanti Sindacali in IBM Italia, da anni stiamo cercando di seguire con attenzione il fenomeno del tecnostress, come può constatare su questo link. Ben venga quindi la vostra iniziativa".
Cordiali saluti,

Giovanni Talpone



HANNO PARLATO DI
"Run for tecnostress!"


Adn Kronos
La Repubblica
La Stampa
TgCom
Rai 3 (Neapolis)
• Radio 101
• Radio Kiss
Claudio Bisio blog
• Panorama
Italian Innovation
Katerpillar.it
Lago on Line
055 News
Jugo
Filcmas-Cgil Na
ermello.com
entrainfarmacia.it
siciliainformati.it
amiciamici.com
resetmultimedia.com
PuntoSicuro

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

SPONSOR

• PIERRE Communication
pierreweb.it

PARTNER

• ESWD Studio
posizionamento motori di ricerca
web marketing

primoneimotoridiricerca.eu
 

Vivere e lavorare alla velocità delle macchine? Ma che vita è?

Troppe ore in ufficio? Non ne potete più di computer, mail, telefonate al cellulare, sms e tecnologia varia? Siete stanchi e avete la mente sovraccarica di informazioni? Vivete sempre di corsa? Allora organizzate un "Gruppo Run for tecnostress nella vostra città" e correte per davvero, insieme a colleghi di lavoro o amici. Tenetevi in contatto attraverso questo Network e datevi appuntamento fuori, all'aria aperta, magari a contatto con la natura. La vita è una! Se saremo in tanti, contribuiremo alla nascita di un "movimento di opinione" che tutela la salute dei lavoratori info-tech. Passate parola... (Enzo Di Frenna)

CONTATTI STAMPA: Enzo Di Frenna, coordinatore nazionale (334.2276774)

LE NOSTRE ATTIVITA'
runnig
- escursioni - meditazione - attività benessere - formazione aziendale

.......................................................................................................................

PROSSIMI EVENTI IN PROGRAMMA


Arrivano le vacanze, ma lavoratori e professionisti “sempre connessi” portano con sé il computer e il telefonino: in spiaggia, in montagna, in campeggio, nel resort, sul lettino della piscina, e alla fine non staccano mai la spina. Anzi: continuano a inviare messaggi, controllano la posta elettronica, aggiornano il profilo su Facebook, navigano e chattano. Così il tecnostress è in agguato anche durante la vacanze estive. Per prevenire questo rischio è in arrivo la 2° edizione di “No Tecnostress Days”, 100 cento giornate vissute all’insegna del vero relax, con iniziative nelle principali città italiane che si svolgono dal luglio a settembre. Running, gite in montagna, meditazione, cene in pizzeria con il cellulare spento, massaggi residenziali, giornate benessere, tecniche di respirazione, danza tribale e coccoloterapia in acqua termale. Quest’anno c’è in palio anche una vacanza in un agriturismo, a fine agosto, per una coppia tecnostressata che vuole recuperare la dimensione del silenzio e il contatto con la natura, ma rigorosamente senza notebook e tv.

scarica il programma eventi.doc

L’obiettivo della manifestazione, organizzata in collaborazione con l’Associazione nazionale formatori sicurezza (Anfos) e Lulu Italia, è sensibilizzare i lavoratori digitali a godersi davvero le vacanze e difendere la propria salute.

«Il problema del tecnostress durante le vacanze è molto diffuso – spiega Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus e ideatore del network di running – molti professionisti e lavoratori sono assillati dagli impegni e dai risultati, soprattutto durante l’attuale periodo di crisi economica. Una manager di una grande compagnia telefonica ci segnalava su Runfortecnostress che aveva prenotato un viaggio in un’isola trpicale, ma per motivi di lavoro doveva avere a portata di mano lo smartphone e il computer connesso a Internet. Ne avrebbe fatto volentieri a meno, diceva in una mail. Bisogna capire, dunque, che staccare davvero la spina aiuta a recuperare la concentrazione e la vitalità, affrontando con più energia il rientro al lavoro».

I principali eventi della manifestazione si terranno a Milano, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Avellino e in numerose località di vacanza. E’ previsto un un ritiro di coccoloterapia in acqua termale sull’isola di Ischia, oppure l’incontro di runners sul lungomare di Lecce con lezioni di stretching, la giornata di rilassamento con il Pranic Healing in un centro benessere della tuscia romana, mentre la psicologa del lavoro Anna Fata terrà a Senigallia un incontro su “La pratica meditativa come antidoto al tecnostress”. E per chi rimane in città? A Napoli la Federconsumatori aderisce alla manifestazione organizzando una serata in pizzeria rigorosamente con i cellulari spenti, mentre a Roma la psicologa Renata Taddei terrà due incontri di sincroterapia in acqua calda in un centro wellness: massaggio, movimento lenti, respiro profondo sono gli ingredienti per lasciare il tecnostress in acqua e tornare a casa rigenerati.

All’inizio di luglio, sulle rive del lago di Bracciano, gli iscritti a Runfrotecnostress Network partecipano alla maratona più breve del mondo, che dura un solo minuto, e poi tutti di corsa a tuffarsi in acqua. Un percoso speciale di tre incontri, invece, è stato organizzato dalla danzatrice Ilaria Cusano, esperta di yoga e tecniche olistiche: il primo appuntamento a fine luglio con un seminario in una struttura wellness di Zagarolo: «Lavoreremo sulla interazione corpo-macchina per prevenire il tecnostress e ridurre gli effetti negativi del sovraccarico informativo», spiega l’operatrice.

Spesso il tecnostress crea tensioni fisiche e favorisce l’insorgere di mal di testa, insonnia, e ipertensione. Sono intomi che se prolungati mettono a serio rischio la salute. «Da noi i tecnostressati riceveranno massaggi gratis per rilassarsi sul serio, con la promessa di spegnere tv il cellulare almeno per un giorno. Poi li inviteremo a passeggiare con noi in silenzio nei boschi », spiega Giusy Figliolini, operatrice shiatsu e direttrice di Casa Celestina, l’agriturismo che ha messo in palio vacanza sulle colline avellinesi a fine agosto. «L’obiettivo è riappropriarci del nostro tempo e dei ritmi naturali – spiega Nicla Jane Giorgi, danzaterapeuta e vicepresidente di Netdipendenza Onlus – attraverso un percorso di consapevolezza e benessere».

L’Associazione nazionale formatori sicurezza (Anfos) inviterà tutti gli iscritti a promuovere la prevenzione del tecnostress nei luoghi di lavoro, in linea con l’articolo 28 del Testo Unico 81/2008, che prevende l’obbligo per le aziende di difednere la salute dei lavoratori dallo stress correlato, generato anche dall’uso intesivo dei videoterminali. «Il tecnostress è stato riconosciuto come nuova malattia professionale dal giudice Raffaele Guariniello – spiega Giulio Morelli, vicepresidente dell’Anfos – ed infatti stare troppe ore “connessi” può affaticare la mente e e compromettere la salute dei lavoratori».

Attenzione infine all’assillo di doversi continuamente connettere a Facebook, il popolare social network con 11 milioni di italiani iscritti. «Una operatrice di call center ci ha scritto dicendo che è diventata la sua fonte quotidiana di tecnostress: con oltre 1.800 amici riceve centinaia di inviti a gruppi, cause, quiz, giochini, commenti, e mail e stargli dietro sta diventando una fatica», mette in guardia Ermello Sorge, responsabile del gruppo napoletano di Runfortecnostress.

L’ultimo rapporto Ocse sull’occupazione ha rivelato che un lavoratore su dieci ritiene di avere problemi di salute mentale legati al lavoro. Si parla apertamente di stress, insonnia, crisi d’ansia: sintomi tipici del tecnostress.

21 marzo 2008 - "A primavera mi sconnetto!" (1° edizione)

A primavera mi sconnetto e vado al mare a respirare. E’ questo l’invito che Netdipendenza Onlus rivolge agli utenti della Rete, ai maniaci del cellulare e ai teledipendenti: il 21 marzo è prevista la 1° Giornata nazionale a schermi spenti, un evento organizzato in collaborazione con Assodigitale, Viadeo, Indranet e Scuola di Respiro. «La primavera simboleggia il ritorno della vitalità., Allora, per un giorno, spegniamo gli schermi e riappropriamoci della nostra energia, del piacere di stare a contatto con la natura, dei rapporti umani che spesso trascuriamo. Fa bene alla salute e all’anima» spiega Enzo Di Frenna, promotore dell’iniziativa. Nei giorni scorsi Netdipendenza ha diffuso su You Tube il videoOggi respiro senza tecnostress”, in cui un gruppo di lavoratori digitali lascia l’ufficio e raggiunge il mare. Il tecnostress, infatti, è un malessere più diffuso e può causare calo della concentrazione, irritabilità, disturbi gastro-intestinali e cardiocircolatori, perdita del sonno, mal di testa, tendenza alla solitudine.
«In pochi giorni oltre 3.250 utenti hanno visto il nostro spot. Speriamo che il 21 marzo decidano di raggiungere davvero il mare e trascorrere una bella giornata all’aria aperta», prosegue Di Frenna, presidente di Netdipendenza.
- "Oggi mi sconnetto".doc

Su You Tube il video

"Oggi respiro senza tecnostress"


È' on line il video "Oggi respiro senza tecnostress". Un progetto realizzato da Netdipendenza Onlus, in collaborazione con Streamit e Cds Service 626. Qui il video in alta definizione su Streamit.it

Fermarsi a respirare

per sfuggire il tecnostsress...


Tecnostressati, fermatevi un attimo e respirate. E’ questo l’invito che Netdipendenza Onlus lancia on line con il video “Oggi respiro senza tecnostress”, con l’obiettivo di favorire la prevenzione dei disturbi causati dall’uso eccessivo delle nuove tecnologie. Il progetto, ideato dal giornalista Enzo Di Frenna e realizzato in collaborazione con Streamit e Cds Service 626, è in concorso al Babelgum Film on line Festival del regista americano Spike Lee. Protagonista del video è una donna manager che, stanca dell’uso di computer e cellulare, lascia l’ufficio e raggiunge il mare per respirare. Ma in spiaggia scopre che altri info-lavoratori hanno sentito il bisogno di fare la stessa scelta. Un viaggio riflessivo, dunque, che suscita emozioni anche grazie alla colonna sonora realizzata dal compositore Gabriele Ducros e il brano “Y respiro con la Tierra” interpretato dalla vocalist Simona Adriani.

«Il 21 marzo, dunque con l’arrivo della primavera, inviteremo i lavoratori digitali a spegnere per un giorno computer e cellulari, per trascorre una giornata in spiaggia a respirare l’aria fresca del mare. Uno dei primi effetti del tecnostress, infatti, è la respirazione corta e dunque le microapnee causate dalla tensione continua del sovraccarico informativo», spiega Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus.

La presentazione al pubblico del video, con l’intervento degli autori, è prevista per il 20 marzo ad Orte (Viterbo) all’interno della “Rassegna cortometraggi Filoteo Alberini”. Il video da oggi è disponibile in alta definizione su Streamit e su You Tube, ossia «nel vasto oceano di informazioni che è Internet», come spiegano i promotori. Riusciranno i tecnostressati riusciranno a spegnere per un giorno gli schermi e sconnettersi? Chi volesse raccontare la propria esperienza può intervenire nel forum di Runfortecnostress Network, la comunità di info-lavoratori che, dopo l’orario d’ufficio, si da appuntamento per correre o organizzare passeggiate a contatto con la natura. Un modo per condividere la consapevolezza di lavorare nelle società delle macchine, ma senza mettere a rischio la propria salute.

«Useremo Internet per sensibilizzare sui rischi che il tecnostress può provocare alla salute - precisa Nicla Jane Giorgi, vicepresidente di Netdipendenza Onlus – e cioè ipertensione, disturbi cardiocircolatori e gastrointestinali, perdita di concentrazione, depressione, solo per citarne alcuni. In Italia l’80% degli infolavoratori che abbiamo intervistato dichiara di subire il tecnostress. Dunque un video di utilità sociale ci è sembrato un’iniziativa preventiva adeguata».

:-: un grazie al Scuola di Respiro e Lulu.com

2009 - il libro "Tecnostress" in vendita su Lulu.com

Da gennaio 2009 il libro "Tecnostress in azienda" è in vendita sul sito leader di print on demand Lulu.com a questo indirizzo al prezzo di euro 15.00 (2° edizione aggiornata).

Support independent publishing: buy this book on Lulu.

E' disponibile anche in versione Download (euro 8,00)

In molti ci hanno chiesto come acquistare una copia del libro, ma finora non eravamo attrezzati per la spedizione postale. E' possibile acquistarne un numero maggiore di copie con Macrolibrarsi visitando questa pagina.

Forum

Nicla Jane

rapita da you tube 2 Risposte 

ciao, ieri ho fatto le 5 del mattino per guardare su internet video di danza afro-brasiliana. La danza é la mia passione e il mio lavoro quindi quando vado su you tube mi incanto con tutto il materia…

Iniziata da Nicla Jane. Ultima risposta di Archimede pitagorico 21 Ago 2009.

Elena Brescacin

tecnologia: più che eliminarla, si deve ottimizzarne l'uso

Prevenire lo "stress da tecnologia" è un nostro dovere essenziale, ma il primo importante passo per poter mettere in atto questo obiettivo, è quello di CONOSCERE ciò che abbiamo in mano. La tecnologi…

Iniziata da Elena Brescacin 8 Giu 2009.

Enzo Di Frenna

Sopravvivere con la tecnologia o andarsene su un'isola lontana? 3 Risposte 

Spesso sento amici che vorrebbero andarsene via. La città, il lavoro, i ritmi intensi, gli impegni, il computer, le e mail, le telefonate, e negli ultimi tempi anche le difficoltà economiche di una I…

Iniziata da Enzo Di Frenna. Ultima risposta di Enzo Di Frenna 10 Mar 2009.

Paolo Cericola

CHI SI FERMA E' ......

Perchè si dice che "CHI SI FERMA E' PERDUTO?" Chi si ferma, comincia ad ascoltarsi, ed è per questo che è perduto. Ma la domanda che nasce spontanea è: PERDUTO PER CHI? Se cominci ad ascoltarti, c…

Taggata: dio, perduto, conoscenza, conoscerti, Respiro

Iniziata da Paolo Cericola 27 Gen 2009.

News


Da luglio la rubrica settimanale "TecnoStress" sul quotidiano Punto Informatico

Dall'inizio di luglio Punto Informatico, il quotidiano digitale in rete dal 1996, ospita la rubrica settimanale "TecnoStress" curata dal nostro Network. Un appuntamentio importante, che sensibilizza le aziende informatiche alla tutela della salute e la prevenzione del tecnostress. Ecco l'ultimo articolo pubblicato l'8 luglio 2008.
"TecnoStress: 25 anni di ricerche e studi nel 2009"

......................................................................................................................

Claudio Bisio segnala "run for tecnostress" sul suo blog

L'inventore di Zelig, il comico Claudio Bisio, sostiene che la tecnologia a volte è troppa e rischia di rubarci il nostro tempo. Sul suo blog (claudiobisio.it) ha segnalato la nostra iniziativa "One Minute Run for Tecnostress!, la stracittadina più breve del mondo (dura 1 minuto!) che si tiene annualmente.

......................................................................................................................

RUN FOR TECNOSTRESS SU RAI 3 - "Un problema di grande attualità..."

Antonella Maffei della redazione di Neapolis (il programma di Rai 3 sulle nuove tecnologie) ha realizzato un servizio approfondito sul questo social network e sulla micro-maratona in programma a Bracciano (Roma).
(guarda il video su Rai 3)

......................................................................................................................

1 MILIONE DI EURO CON IL SOCIAL PIXEL ADVERTISING
PROGETTO PER FINANZIARE LA PREVENZIONE DEL TECNOSTRESS
.
Molte società e privati cittadini hanno già aderito. Vuoi aiutarci anche tu?

Finanzia le iniziative di Run for tecnostress NETWORK con il social pixel advertising. Ti spiego cosa mi sono inventato. Molti sostengono che il pixel advertising di Alex Tew non ha più futuro: invece io credo di sì, ma nel sociale. Così sul mio blog ho messo a disposizione (gratuitamente) uno spazio pixel per Netdipendenza onlus, di cui sono presidente. Con una donazione di 100 euro alla nostra associazione no profit o acquistando 10 copie del libro "Tecnostress in azienda" (magari da regalare a colleghi in ufficio!) potrai prenotare un spazio pixel sul mio blog (un quadratino) e rendere visibile il tuo contributo! In questo modo ci aiuterai a finanziare le nostre iniziative per la prevenzione del tecnostress e videodipendenze correlate.

:. come funziona :. fai una donazione :. acquista 10 copie del libro "Tecnostress"

Musica

Caricamento in corso...

Vuoi saperne di più sul tecnostress?

(dal libro Tecnostress in azienda - edizioni Netdipendenza Onlus)

INTERVISTE A MANAGER E IMPRENDITORI ITALIANI
Fabio Falzea (Microsoft Italia) - Alessandro Orlandi (Saatchi & Saatchi) - Vincenzo Finazzi (Zurich Italia) - Stefano Mazzuoli (Metis) - Gianluigi Ferri (Wireless) - Saro Trovato (Metacomunicazione) - Nello Acampora(Hy Performance) - Alessandro Madaffari (Kreiamo) - Daniela Ceruti (Unione del Commercio di Milano) - Stefano Orioli (Fast Telematica) - Federico Isenburg (Muoversi) - Emiliano Delicati (Pierre Communication)
- la lista completa qui

LE RICERCHE DI NETDIPENDENZA ONLUS
la ricerca condotta da Netdipendenza Onlus su un campione di 224 operatori italani ICT (Information and communication technology)

ORIGINE DEL TERMINE
- Tecnostress è una parola coniata dallo psicologo americano Craig Broad, autore del libro “Technostress: the uman cost of computer revolution” - (Tecnostress: il costo umano della rivoluzione dei computer) - edito nel 1984 da Addison Wesley (288 pagine). Era la prima volta che si affrontava il tema dello stress derivante dall’uso di tecnologie e il suo impatto sul piano psicologico. Broad definì il tecnostress “il disturbo causato dall’incapacità di gestire le moderne tecnologie informatiche”. Secondo lo psicologo i disturbi principali erano ansia, affaticamento mentale, attacchi di panico, depressione, incubi, attacchi di rabbia (dovuti in particolare alle difficoltà di utilizzo dei computer e dei software). Ma da allora, cioè dopo oltre 23 anni, molte cose sono cambiate. Internet è diventato lo strumento universale d’informazione. Il videotelefono-computer si è diffuso sul mercato. La tv è diventata digitale. E altri oggetti digitali sono diventati di uso comune. Quindi, come si può dedurre, il suo studio è vincolato al periodo in cui è stato realizzato (gli inizi degli anni ‘80) quando il computer aveva poche funzioni e il sistema operativo era molto elementare.

NUOVE RICERCHE - Dopo lo studio di Broad bisogna aspettare dodici anni per una nuova pubblicazione di particolare interesse sul tecnostress. Nel 1996 il professor Richard A. Hudiburg del Dipartimento di Psicologia dell’Università del Nord Alabama (Usa) presenta a New York la ricerca “Assessing and Managing Technostress” (Valutazione e gestione del Tecnostress), incentrata sul rapporto tra stress, nuove tecnologie e l’attività del bibliotecario. Negli Stati Uniti, infatti, sono spesso le grandi biblioteche ad avvicinare un gran numero di utenti e studenti alle tecnologie digitali più avanzate e per questo sono state tra le prime strutture a studiare le metodologie per ridurre al minimo lo stress “informatico”, ad esempio introducendo gradualmente i nuovi programmi destinati all’utente e offrendo un servizio diassistenza. Questa nuova ricerca fu infatti sponsorizzata dalla Association of College & Research Libraries. Dunque Hudiburg, dopo aver preso in considerazione il concetto di tecnostress di Craig Broad, analizza l’evoluzione dello stress nella società moderna (dobbiamo pensare che in America le tecnologie informatiche erano all’epoca molto utilizzate in ambito accademico e universitario), infine illustra i risultati della sua ricerca e spiega gli effetti sulla salute dell’uomo.

IL PRIMO TECNOSTRESSOMETRO - Hudiburg è stato anche il primo a formulare un “tecnostressometro”, ossia una scala di valori per misurare il proprio livello di stress rispetto all’utilizzo degli apparecchi digitali. Solo che l’elenco di tali apparecchi risulta ormai obsoleto, perchè molti non sono più utilizzati con frequenza (come il fax o il masterizzatore cd). Rispetto al futuro, il ricercatore americano sostiene che il tecnostress sarà un problema sempre più diffuso, una sorta di “ubriacatura di bit”, un alcolismo delle informazioni.
A febbraio del 1998 esce invece la prima ricerca sul rapporto tra tecnostress e organizzazione del lavoro. L’autrice inglese Nina Davis Millis, direttore del Dipartimento Mit Libraries of Systems and Technology Services, organo del prestigioso Mit (Massachussets Institute of Technology), si concentra sul rapporto tra tecnologie, stress e organizzazioni del lavoro (partendo dalla sua esperienza professionale).
Il titolo della nuova ricerca: “Technostress and the Organization: a Manager’s guide to survival in the Information Age” (Tecnostress e Organizzazioni: una guida per la sopravvivenza nell’Era dell’Informazione).
Lo studio affronta il rapporto tra l’individuo e le nuove tecnologie dell’informazione che si diffondono negli ambiente di lavoro. Soprattutto fa riferimento ai lavoratori che in genere archiviano dati. Dunque già all’epoca il sovraccarico informativo (information overload) era già avvertito negli ambienti accademici americani come una delle cause del tecnostress. Riferendosi al proprio ambiente di lavoro (ma in fondo sembra parlare a tutte le professioni) Nina D. Millis scrive:

«Il tecnostress è un problema. Il problema è reale. E non riguarda esclusivamente le persone che ne sono afflitte. Dal mio punto di vista, riguarda l’interazione tra noi e l’uso che facciamo della tecnologia, il legame tra la tecnologia e noi stessi.»

I GRANDI AUTORI - Sempre nel 1998 gli psicologi americani Larry Rosen e Michelle M. Weil pubblicano il libro “TechnoStress: Coping With Technology @Work @Home @Play” e il tema irrompe nel mondo del lavoro e delle aziende. Il settimanale Newsweek scrive: «In definitiva, affrontare il tecnostress è un imperativo commerciale. Il settore ha esaurito il numero di acquirenti disposti a tollerare prodotti complessi e alienanti...». Altri autorevoli media si interessano all’argomento: Fox News Channel definisce Rosen e Weil come “i maggiori esperti internazionali riconosciuti sul tema dell’impatto psicologico delle moderne tecnologie”. E ancora NBC News: «I due consulenti della California del sud, conferenzieri, ricercatori, esperti del volto umano della tecnologia, hanno creato il settore del Tecnostress...»
Perfino una star musicale come Michael Jackson si interessa al problema: «Technostress? Leggetelo, ne va la pena. Io l’ho letto e dovreste farlo anche voi», dichiara all’Award Winning Talk Radio Host.
Rosen e Weil, con il loro libro, portano il tecnostress all’attenzione del grande pubblico. E siamo nell’America del 1998! Al momento in cui scrivo sono trascorsi dieci anni e solo oggi in Europa - e in Italia - il tecnostress sta diventando un tema di discussione, un rischio a cui è chiamata a far fronte l’impresa moderna.

NEGLI ULTIMI ANNI - Nel breve panorama delle ricerche più importanti bisogna includere, infine, quella di Stephen Harper, ricercatore presso l’università scozzese di Glasgow. Nel 2007 pubblica uno studio sul tecnostress, in cui per la prima volta elenca le conseguenze sull piano fisico, psicologico ed emozionale... (fine)

clicca il video Fox News e Msnbs intervistano dott. Larry Rosen, psicologo americano, sui rischi che il tecnostress può causare alla nostra salute.

................................................................................................................................

INTERVISTE SUL TECNOSTRESS A MANAGER ITALIANI
(dal libro Tecnostress in azienda - edizioni Netdipendenza Onlus)

Fabio Falzea
direttore divisione Microsoft Mobile and embedded


«Il tecnostress è certamente un serio problema per le aziende moderne, e spesso è sottovaluttato. Rappresenta un rischio d’impresa, poichè agisce sul livello di efficacia produttiva. Faccio un esempio collegato alla nostra attività: se un computer è sotto sforzo prolungato, c’è il rischio che il sistema si blocchi. Allo stesso modo, una persona che utilizza la tecnologia a ritmi serrati, in modo simultaneo e per molte ore al giorno, senza le necessarie pause e scelte di priorità, rischia un livello di stress tale che lo mette in condizioni di essere inefficace. La tecnologia di comunicazione mobile è tra l’altro la più rischiosa, se usata male. Ho visto collaboratori che, mentre sono impegnati in una riunione, guardano di continuo il blackberry per controllare le mail in arrivo. È evidente che ci sarà un calo della concentrazione. Noi in Microsoft siamo attenti a questa problematica: ad esempio abbiamo corsi di formazione per l’uso più consapevole della posta elettronica. E poi bisogna considerare altri tipi di conseguenze: un dipendente tecnostressato entra in uno stato di malessere fisico e psicologico, e magari torna a casa e litiga di continuo con la moglie, o con i figli, e nel lungo periodo la crisi si ripercuote anche nell’ambiente di lavoro. Noi diciamo che la giusta pausa è “produttiva”. In generale, credo che sia necessaria una formazione adeguata, una educazione all’uso proficuo delle tecnologie in ambiente di lavoro.»

- leggi qui le altre interviste a cura di Enzo Di Frenna.

................................................................................................................................

VUOI CONOSCERE LE CONSEGUENZE DEL TECNOSTRESS SULLA TUA SALUTE?

I RISCHI
• disturbi cardiocircolatori
• insonnia
• perdita di concentrazione
• disturbi gastrointestinali
• ipertensione
• stanchezza cronica

EFFETTI SUL LAVORO e RISCHI PER L 'IMPRESA
• riduzione dell’efficacia
• diminuzione della concentrazione
• lievi amnesie
• attacchi di rabbia
• alterazione delel relazioni in team

EFFETTI SULLA FAMIGLIA e rapporti interpersonali
• tendenza all’isolamento
• alterazioni comportamentali
• calo del desiderio

.......................................................................................................................

NETDIPENDENZA ONLUS
presidente Enzo Di Frenna - giornalista (Roma)
vicepresidente Nicla Jane Giorgi - danzaterapeuta (Roma)

staff Network

Enzo Di Frenna - amministratore - Gruppo Run for tecnostress Roma
Nicla Jane Giorgi - contatti e formazione
Ermello Sorge - sindacalista (Napoli)
Alfredo Rocca - traduttore (Roma)
Giorgia Notari - psicologa (Milano) - Gruppo Run for tecnostress Milano


e mail:info@netdipendenza.it
www.netdipendenza.it
www.enzodifrennablog.it


netdipendenza.it - il sito della nostra onlus, in internet dal 2002. Informazioni, ricerche, iniziative per conoscere e prevenire il tecnostress e le videodipendenze.
 
 

Badge

Caricamento in corso...

Pubblicità

Pubblica qui il tuo banner. INFO

Mi presento...

Mi chiamo Enzo Di Frenna e cerco persone che amano passeggiare o correre, preferibilmente nei boschi e in montagna. A volte trascorro troppe ore col computer e devo attivare il corpo, andare, vedere, annusare, toccare, camminare... e quando serve correre! Insomma, troppe ore fermo davanti a uno schermo proprio non riesco a starci!! In alternativa, suono le percussioni africane... E voi? Che proponete? Avanti con idee e appuntamenti...
Ah!, dimenticavo che sono presidente di Netdipendenza Onlus, la prima associazione no profit per la prevenzione del tecnostress e videodipendenze.
Questo è il mio BLOG.

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::



Run for tecnostress è una iniziativa di Netdipendenza onlus, associazione no profit impegnata nella prevenzione del tecnostress e delle videodipendenze. Netdipendenza.it nasce nel 2002 come agenzia d'informazione sulle nuove tecnologie.
Nel 2007 diventa onlus.
CODICE FISCALE
97455940581
registr. Agenzia Entrate
n° 3/6639
Iscriz. Anagrafe Onlus
del 7/7/2007
www.netdipendenza.it

IL PRIMO LIBRO
IN ITALIA SUL TECNOSTRESS


La prima ricerca in Italia sul tecnostress, condotta su un campione di 224 operatori Ict (information and communication technolology) presentata presso Asseprim (Unione del Commercio). Autore del libro-inchiesta il giornalista Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus

guardi i dettagli


da Repubblica.it del 27/11/07.

"Se al lavoro perdete facilmente la concentrazione, se l'ansia è sempre dietro l'angolo, se vi sentite affaticati mentalmente, siete vittime di attacchi di panico, depressione, incubi, improvvisi guizzi di rabbia, se almeno una volta al mese prendete un giorno di ferie adducendo motivazioni improbabili, beh, allora ci sono molte probabilità che siate tecnostressati. Sono questi infatti i principali sintomi di un male, "importato" dagli Stati Uniti, al centro del libro-inchiesta del giornalista Enzo Di Frenna " Tecnostress in azienda: Mobil Work Life Management e rischio d'impresa".

(Sara Ficoncelli)

Telefono e Fax
Tel: 0547-346317
Fax: 0547.345091
macrolibrarsi.it

ALTRI ARTICOLI
SU QUESTO LIBRO

La Stampa
• Panorama
• AdnKronos
TgCom
• Tg5
• SkyTg24
• Sole24Ore
• Metro
Punto-informatico
Quotidiano.net
claudiobisio.it
• Radio 101
Radio Montecarlo
• Rai International

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

AZIENDE E ASSOCIAZIONI D'IMPRESE CHE HANNO ACQUISTATO QUESTO LIBRO...
Il ricavato andrà a finanziare le iniziative di Netdipendenza Onlus per la prevenzione del tecnostress e videodipendenze.

Netdipendenza Onlus prosegue il suo impegno di ricerca sul tecnostress, per studiare le possibili conseguenze sulla salute, specialmente per chi lavora troppe ore con la tecnologia digitale. Un modo per sostenere il nostro impegno di utilità sociale sta sicuramente nel prenotare l'acquisto di un certo numero di copie del libro (euro 10,00), come hanno già fatto le aziende e le associazioni d'impresa sotto elencate:
Asseprim
Wireless
Pierre Communication
Muoversi
0102lab.com
Fast Telematica




::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
SEGNALA UN FILMATO SUL TECNOSTRESS (in ufficio, a casa, per strada...) O VIDEO SUL MONDO DEI RUNNERS.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
segnala video

DONAZIONI

Puoi finanziare la Campagna di prevenzione del tecnostress attraverso una donazione con Pay Pal.
Fai clic sul pulsante in basso.




 

© 2010   Creato da Enzo Di Frenna su Ning.   Crea un network Ning

Badge  |  Segnala un problema  |  Privacy  |  Termini del servizio

Accedi alla chat